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il blog di Francesco Zanfardino
L'antifascismo oggi
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2009


                                                     

Oggi è il 25 Aprile, una data che in Italia ha un significato particolare: ovvero quello della Festa della Liberazione, in memoria di quel giorno di 64 anni fa quando, liberate Milano e Torino dalle forze Alleate e dai partigiani, l'Italia potè dirsi finalmente libera dall'oppressione nazifascista.

Su questa data oggi si potrebbero scrivere molte cose: ricordare, per esempio, al Ministro La Russa che ritenere che i partigiani comunisti non meritino di essere celebrati come liberatori perchè volevano sostituire un regime ad un altro è una profonda ingratitudine per chi rischio la vità in condizioni avverse contro chi per vent'anni aveva affossato la libertà e la democrazia (ma questo La Russa non lo ricorda), e non aveva alcun intenzione di instaurare un nuovo regime (se non una minoranza, e comunque non con intenti "stalinisti"). Oppure si può scrivere qualcosa su Berlusconi, che dopo 15 anni di attività politica si è ricordato che esiste una festa chiamata "della Liberazione" e che si svolge il 25 Aprile (ma già vuol cambiarle il nome). Oppure ci si può indignare per la proposta di legge di alcuni parlamentari PDL per l'equiparazione di partigiani e repubblichini (per entrambi l'ingresso nell'Ordine del Tricolore con relativo assegno), ovvero fra chi combattè per la libertà e chi per mantenere il regime fascista.

Ma le polemiche sul passato non mi interessano granchè. A me interessa "l'attualità" o meno dell'anti-fascismo oggi. Ovvero: c'è ancora bisogno di "resistere" in difesa della libertà e della democrazia? La risposta è sì, sempre. Specialmente in questo periodo.

No no, attenzione, non tiro fuori la tiritera del Berlusconi dittatore. Io non credo che Berlusconi voglia instaurare una dittatura. Tanto le cose di cui ha bisogno come l'aria le ha già: un enorme potere in tutti i campi della società; fare gli interessi suoi e di chi lo sostiene; godere del consenso delle folle (più o meno ampie a seconda dei periodi politici, ma comunque folle). Il problema è che se Berlusconi volesse, quasi sicuramente riuscirebbe a farlo. Ed in quel se c'è tutto un mondo: il controllo di tutti i settori della società nelle mani di pochi, la crisi della politica e la sfiducia dei cittadini nella possibilità di cambiare il Paese nelle forme democratiche (il che si rispecchia nell'astensionismo), il sentire diffuso della necessità di un "uomo forte", il controllo politico degli strumenti di comunicazione di massa, una forte crisi economica che spinge i cittadini all'egoismo sociale. Tutti fattori che spiegano l'attuale fortissimo successo di Berlusconi, e tutti fattori che furono anche alla base dell'instaurarsi del fascismo.

E allora continuiamo a "resistere": non solo ricordando il sacrificio dei nostri Padri della Repubblica, ma togliendo le basi per l'instaurarsi di futuri fascismi. E' necessario combattere per una società davvero democratica, dove ci sia libera concorrenza in tutti i campi della società, dove ci sia una seria informazione, dove ci interessi non solo di se stessi ma anche degli altri (e non solo del presente, ma anche del futuro). E soprattutto una società dove si abbia ancora fiducia nella democrazia, e dove si restituisca alla partecipazione democratica l'enorme importanza che essa ha per il mantenimento dei diritti di tutti e come unica via per un reale "cambiamento", una reale "liberazione" dell'Italia da chi e cosa la ancorano ancora al passato.

Buona Resistenza a tutti. 

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Libera informazione in libero stato ... perchè no?
post pubblicato in Diario, il 24 aprile 2008


                       

Domani è il 25 Aprile, la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Data che Beppe Grillo ha scelto simbolicamente per la raccolta firme dei suoi tre referendum per una "libera informazione in libero Stato", ovvero un'informazione libera dal duopolio "partiti-Mediaset". Ecco i tre referendum:

1 - Abolizione dell'Ordine dei Giornalisti;
2 - Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria;
3 - Abolizione della Legge Gasparri.

Chi segue questo blog conosce la mia opinione su Grillo. Un'opinione prevalentemente negativa, a causa del qualunquismo di Grillo, aggravata dal suo invito all'astensione. Tuttavia, non sono certo io a commettere il suo errore, ovvero generalizzare, e Grillo a volte dice cose giuste. E non nascondo che, ove si dovessero svolgere, potrei dare il mio sì ai referendum.

Sicuramente al terzo. La legge Gasparri va assolutamente rivista, ed altronde ce lo impone tassativamente la UE, pena una costosa multa. Infatti, secondo la Corte Europea la legge Gasparri "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi" e "non ha criteri di selezione obiettivi e trasparenti" (insomma, una legge ad uso e consumo del duopolio "Rai-Set").

Quasi sicuramente anche al secondo. L'articolo 21 della Costituzione recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e qualsiasi altro mezzo di diffusione". Dunque, non ha senso un Albo dei giornalisti. Perchè una persona deve essere iscritta ad un Albo per scrivere su un giornale? Certo, non deve scrivere con i piedi, ma se è in grado di farlo, perchè deve essere iscritto ad un Albo? L'Albo va eliminato, sperando che con esso scompaia anche il corporativismo che domina il giornalismo.

Ho qualche dubbio sul primo. Indubbiamente è indecente che paghiamo milioni e milioni di euro per finanziare giornali come "Il Giornale" o "Il Foglio". Però ho paura che il finanziamento pubblico venga poi sostiuito da finanziamenti privati, con altrettanti spiacevoli effetti sull'obiettività dell'informazione. Dunque, personalmente sarei per una revisione del finanziamento pubblico, non per l'abolizione.

Ecco dunque la mia opione. Per maggiori informazioni sull'evento, ovviamente visitate il sito www.beppegrillo.it.
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