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il blog di Francesco Zanfardino
Vertici e basi
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2010


                                                 

Come ho già avuto modo di sottolineare, le candidature per le Regionali sono diventate qualcosa di surreale. Credo proprio che, comunque vadano le elezioni, il giorno dopo la politica italiana sarà più debole: non potrebbe essere altrimenti, visto che i candidati non si stanno scegliendo in base alle idee, ai programmi, alla volontà delle "basi", ma solo in base a logiche di mera convenienza.

Qualcuno dirà: è sempre stato così. Vero. Ma adesso questo emerge in maniera così spudorata, come se ormai non si avesse più paura di farlo. L'UDC che si barcamena di qua e di là, sostenendo un giorno uno schieramento un giorno l'altro e l'altro giorno quello di prima, il PD incapace di dare la linea, il PDL schiavo della Lega tanto da sacrificare il Governatore più amato dai suoi correggionali. E, infatti, è proprio questa la grande assente dal bailamme delle candidature: la voce delle "basi". Tutto viene deciso nelle stanze romane, senza avere un minimo di riguardo nei confronti dei livelli locali dei partiti, e soprattutto dei militanti. Soprattutto il PD, nonostante le promesse di Bersani ai tempi del Congresso, rinuncia praticamente ovunque alle Primarie, che invece avrebbero consentito al PD di avere oggi una linea e un candidato in tutte le Regioni, oltre che far sentire partecipi i propri militanti alle scelte di "vertice". Il PDL, invece, quasi non mi sento di criticarlo: da loro, infatti, ci si aspetta che ignorino le "basi".

Vedremo cosa ne uscirà fuori a Marzo. Intanto, però, mancano una quarantina di giorni e non si parla ancora di politica, ma solo di nomi e nomenclature. Povere Regioni.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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