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il blog di Francesco Zanfardino
Guerra e pace
post pubblicato in Diario, il 10 agosto 2009


                                              

La schizofrenia nel Governo continua a farsi strada. Dopo la querelle Nord-Sud, tornano le polemiche sull'Afghanistan. La Lega, almeno a parole, vuole il ritiro immediato (anche da altre missioni, a dire il vero). Berlusconi non esclude la possibilità. Il Ministro della Difesa, invece, ora vuole addirittura inasprire la missione.

In un'intervista al Corriere della Sera, infatti, La Russa propone una modifica delle regole d'ingaggio dei militari, superando il modello codice-di-pace/codice-di-guerra che in Italia vige dal 1941. Insomma per il Ministro il codice di pace non basta per la missione afghana, e, dato che non si vuole osare usare il codice di guerra, occorrerebbe creare un codice specifico per le missioni militari all'estero, che però "somigli più ad un codice di guerra che di pace". Ed il bello è che la proposta non solo trova il consenso generale del mondo militare, ma anche della maggior parte dell'opposizione.

Io non sono per niente d'accordo. Innanzitutto, la nostra Costituzione dice chiaramente che "L'Italia ripudia la guerra come strumento d'offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Dunque, se dobbiamo partecipare ad una guerra, e La Russa ha ormai finalmente ammesso che in Afghanistan c'è una guerra (come d'altronde definita tale anche dai generali Angioini ed Arpino, commentando la proposta), dobbiamo farlo solo come parte lesa. E dubito che la missione afghana possa definirsi una missione di difesa. Si dirà che l'interpretazione dell'art. 11 è alquanto vaga ... d'accordo, allora ragioniamo su altro. E' giusto che l'Italia partecipi ad una missione di occupazione e di guerra? E' giusto farlo in un Paese che non ci riguarda poi molto? E' giusto far morire decine dei suoi figli e spendere miliardi delle nostre tasse, tra l'altro in periodo di crisi, e tagli miliardari su altri fronti? E' giusto farlo per così tanti anni senza grandi cambiamenti ottenuti? E' giusto farlo mentre si è già impegnati su molti altri fronti? Insomma, l'Italia ne sta traendo vantaggio, o perlomeno danni minimi? La risposta è no, e mi pare anche un ragionamento abbastanza obiettivo.

Quindi, più che inasprire la missione, penserei ad una exit-strategy. Concordata con gli alleati e soprattutto con il governo locale, d'accordo. Ma l'importante è fissare una data, e non lontana nel tempo, in cui dire basta al nostro impegno oramai quasi decennale in quella regione.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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