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il blog di Francesco Zanfardino
Doparie: un po' di doping alla democrazia
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2009


                                               

Oggi vi parlo di un progetto "scientifico" molto interessante, ideato dal ricercatore del CNR Raffaele Calabretta, su una nuova forma di democrazia partecipativa: le "doparie". Detto sbrigativamente, si tratta di un incrocio fra primarie e referendum, ma l'argomento merita una spiegazione ben più esauriente.

In pratica il prof. Calabretta propone che i partiti, le coalizioni, i Governi, quando si trovino in difficoltà su determinate tematiche e/o decisioni, chiamino a raccolta i propri iscritti, i propri simpatizzanti, la società civile a decidere al loro posto. Si pensi agli infiniti problemi dell'Unione, i cui partiti erano perennemente in conflitto su ogni argomento: giusto per elencarne qualcuno, le missioni all'estero, la tassazione delle rendite, la Tav, i diritti civili, eccetera ... Estenunanti discussioni che ne hanno messo a repentaglio la capacità di governare, con gli elementi estremisti di centro e di sinistra che a turno (anzi contemporaneamente) minacciavano il veto perchè convinti di avere ragione e di avere l'elettorato dalla propria parte. Ma che soprattutto ne hanno provocato l'enorme scollamento dalla propria base "elettorale", delusa dalla realtà promessa prima delle elezioni e quella concretamente realizzatasi dopo le elezioni, a causa di questi conflitti. Ebbene, applicando il "metodo Calabretta", l'Unione avrebbe dovuto convocare ogni volta una "doparia di coalizione", sul modello delle primarie di Prodi, solo che stavolta l'oggetto della competizione sarebbe stata una questione di governo e non la leadership, e a candidarsi sarebbero stati dei progetti di legge: dopodichè, gli elettori del centrosinistra avrebbero scelto la linea di governo migliore. L'Unione ne avrebbe guadagnato in capacità decisionale e soprattutto in compattezza: infatti, all'epoca della riforma delle pensioni, i sì provenienti dal referendum sindacale misero a tacere la contrarietà, in quel caso, dell'estrema sinistra, che al quel punto non poteva dire di avere l'elettorato dalla propria parte.

Ecco dunque il perchè del nome "dop-arie": perchè in effetti sono una sorta di primarie, che però si fa "dopo" le elezioni (mentre le "prima-rie" si fanno, appunto, prima), e perchè danno un po' di "dop-ing" alla politica, innestandovi i benefici della partecipazione popolare. Benefici per la politica, certamente, ma anche per la comunità: uno studio effettuato sulla Svizzera (dove ogni Cantone ha una legislazione diversa in materia di partecipazione popolare), infatti, ha dimostrato che nei Cantoni dove la popolazione ha più capacità di incidere (tramite Referendum, abrogativi e/o propositivi) sulle decisioni governative la popolazione è ovviamente più felice che nei Cantoni più "chiusi" alla partecipazione popolare. Introdurre le doparie, insomma, significa introdurre una sorta di "politica della felicità".

Avrete dunque capito il perchè di come il prof. Calabretta sia riuscito a coinvolgere in questa battaglia riformatrice della politica tantissime persone, anche dai nomi illustri, e a farne parlare su molti giornali e network nazionali, oltre a guadagnare un certo seguito su Facebook. In particolare nell'ultimo periodo si è concentrato nella battaglia congressuale del Partito Democratico, dove la partecipazione popolare ha già molto più spazio che nel resto dello scenario politico italiano: i "dopagiani" (ovvero "partigiani delle doparie"), come amano definirsi, sono riusciti a far inserire le "doparie" in tutte le mozioni, tranne quella di Bersani (per ora). Ed ora sono pronti a presentarsi come "idea-candidato" al Congresso del PD: non per partecipare alla competizione per la leadership, ma per far discutere delle "doparie" in tutti i circoli del PD (come spetta di diritto a qualsiasi candidato con la propria mozione). Servono però molte firme di tesserati per presentarsi, ed il termine scade domani: dunque, se siete interessati, mettetevi in contatto con loro su www.doparie.it o su Facebook (aggiungete come amico "Doparie Dopoleprimarie"). Anche se magari si sostengono alti candidati: tanto loro le tessere per candidarsi già ce l'hanno, e sostenere una candidatura non obbliga certamente a votarla ... D'altronde, per come è iniziato 'sto congresso, avere un candidato con una proposta è già un evento. Quando poi a candidarsi è la proposta stessa ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

                                                             

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