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il blog di Francesco Zanfardino
Mentre Saviano lascia, il sottosegretario Cosentino resta
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2008


                                          

"C'è un sottosegretario di questo governo che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro". Inizia così l'intervista del leader PD Walter Veltroni al settimanale L'Espresso, la cui ultima copertina titola gravemente: "La camorra nel Governo", riferendosi alle numerose citazioni dell'On. Nicola Cosentino (Popolo delle Libertà), sottosegretario all'Economia, da parte di vari pentiti di camorra.

Ecco, magari non sarei così drastico. Certo però che essere chiamati in causa da cinque pentiti diversi non è cosa da poco. Lo Stato deve sempre essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando si tratta di mafia, di anti-Stato appunto. Poi, in un momento così delicato, con una "guerra" fra camorra e Stato in atto, con giornalisti minacciati (come la Capacchione) e scrittori simbolo dell'anti-camorra come Roberto Saviano costretti a lasciare l'Italia per riprendersi la propria vita, che Cosentino rimanga incollato alla propria poltrona dopo simili accuse è alquanto inopportuno. Dunque, meglio che si dimetta.

P.S. Che poi, in tutto ciò, il Ministro Maroni ridimensioni l'importanza di Saviano, certo non migliora l'immagine del Governo in tema di lotta alle mafie.

P.P.S. Da qualche settimana ho aperto il blog della petizione "Saviano Governatore" che lanciai qualche tempo fa. Fateci un salto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it      

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