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il blog di Francesco Zanfardino
Dispari Opportunità
post pubblicato in Diario, il 26 maggio 2008


                                

"Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo: non servono, i Gay Pride"
. Con questa perlomeno discutibile affermazione il neo Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha annunciato una settimana fa la sua intenzione di non patrocinare la manifestazione nazionale dell'orgoglio omossessuale che si terrà a Bologna il 28 Giugno.

Ecco le motivazioni della decisione: "Gli organizzatori del Gay Pride hanno obiettivi che non condivido. Sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. E, invece, penso che l'unico obiettivo dei GayPride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso essere d'accordo". "Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Sono sepolti i tempi in cui i gay venivano ritenuti malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi: ma qualcuno me lo deve dimostrare. I miei amici omosessuali non mi dipingono una realtà così tetra per gli omosessuali nel nostro Paese". "Ci sono molti problemi di Pari Opportunità: disabili, anziani, bambini".

Questa dichiarazione si dovrebbe commentare da sè. Comunque, giusto per essere chiari:

- primo: siamo in uno Stato democratico. Il patrocinio non va dato solo a chi diffonde opinioni da noi condivise, ma anche a coloro che non sono d'accordo con noi: si chiama democrazia (o meglio Pari Opportunità). E, tra l'altro, affermare che il riconoscimento delle coppie conviventi, di qualsiasi "segno", non sia una questione di pari opportunità, è alquanto discutibile.

- secondo: l'omosessualità è ancora un problema, eccome. Lo dimostrano i recentissimi casi di cronaca: il padre che oggi a Palermo ha accoltellato il figlio gay perchè lo riempiva di "vergogna e disonore" o il conduttore del portale DeeGay.it aggredito  ieri perchè "doveva smettere di occuparsi dei diritti degli omosessuali". 

- terzo: sì, è vero, ci sono anche altri problemi di pari opportunità. E anche più gravi, se vogliamo fare una scala di priorità dal punto di vista quantitativo. Ma non è una ragione sufficiente per evitare proprio di occuparsi del problema.

Quindi, caro Ministro, cambii idea sul patrocinio. Si, è vero, i GayPride a volte degenerano in carnevalate, ma sicuramente non è vero che non pongono problemi seri. D'altronde, spesso i cortei, di qualsiasi tipo, degenerano in qualche modo: perlomeno non si vedono atti violenti nei GayPride. Quindi, invece di non patrocinare la manifestazione, si potrebbe richiedere un po' più di controllo delle "esibizioni", no?

P.S. Comunque, a parte questa vicenda, devo dire che la Carfagna incarna bene il ruolo di Ministro delle Pari Opportunità: se persone che nel proprio curriculum possono vantare solo "attività di modella, valletta, conduttrice televisiva e partecipazione a servizi fotografici", e con una preparazione nella propria materia di competenza basata sulle dichiarazioni degli amici, possono diventare non dico deputate, ma Ministri della Repubblica, vuol dire che in questo Paese davvero a tutti viene data un'Opportunità.

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