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il blog di Francesco Zanfardino
Lotta alle mafie, la vera priorità
post pubblicato in Diario, il 21 maggio 2008


                   

Arriva il dossier Eurispes sulle attività della "ndrangheta". E purtroppo non sono belle notizie. Dal dossier, infatti, emerge come il fatturato delle cosche calabresi nel 2007 sia stato di circa 44 miliardi di euro, cioè pari alla somma dei fatturati di Estonia e Slovenia o, rimanendo in ambito nazionale, al 2,9% del PIL Italiano.

27,3 di questi miliardi ovvero il 62% del giro d'affari delle cosche proviene dal mercato della droga: il che dovrebbe anche far riflettere sull'opportunità di sottrarre alle cosche il controllo delle droghe leggere (e con ciò diminuire anche la probabilità di accedere alle droghe pesanti), legalizzando il mercato. Ma questo è un altro discorso. Secondo l'Eurispes, comunque, nel mercato della droga la ndrangheta rivela il meglio di sè, comportandosi come le grandi aziende, ottimizzando sforzi e rischi. Altri 5,7 miliardi vengono dagli appalti pubblici e dalla compartecipazione nelle imprese, 5 miliardi dall'estorsione e dall'usura, 3 dal traffico d'armi e 3 dal mercato della prostituzione (e anche qui bisognerebbe riflettere sulla sua possibile legalizzazione).

Le cattive notizie proseguono: l'Eurispes conta 131 cosche attive in Calabria e 202 omicidi di ndrangheta tra 1998 e 2008, con un incremento del 667% (!). Inoltre, tra 1991 e 2007 sono stati sciolti 38 comuni calabresi per infiltrazioni camorristiche. Tuttavia, tra 1992 e 2007 sono stati sequestrati alla ndrangheta beni per 231 milioni di euro, e tra 1999 e 2004 sono state denunciate 3.201 persone per associazione a delinquere di tipo mafioso.

E questi dati diventano ancora più gravi se confrontati con lo studio della Confesercenti di ottobre 2007, che rivelava come, a livello nazionale, la mafia è la prima azienda italiana, con un fatturato pari al 7% del PIL nazionale.

Insomma, da ciò si dovrebbe ben capire quale sia la vera priorità per l'Italia: non i ROM, ma nemmeno la sicurezza e i rifiuti, ma la lotta alle mafie. Non solo perchè è gravissimo non poter serenamente fare impresa e commercio, è gravissimo vivere sotto la costante minaccia di un uccisione accidentale, è gravissimo vedere i soldi pubblici finire ad ingrassare le tasche dei camorristi e non nei servizi per i cittadini, ma anche perchè gli intrecci fra le emergenze citate e la mafia sono solidissimi, e difficilmente riusciremo davvero a risolvere quei problemi senza prima colpire duro la mafia. Qualcuno dirà: e vabbè, ma non si può mica pretendere di risolvere il problema della mafia ... Bè, innanzitutto arrendersi allo stato delle cose, senza nemmeno porsi l'obiettivo, è da codardi e autolesionisti, oltre che da cattivi statisti. Ma, soprattutto, se l'attenzione spasmodica dei media e della politica su questi temi (sicurezza, rom, rifiuti), tale da muovere le coscienze su queste problematiche, fosse rivolta in primis alla lotta alle mafie, magari riusciremo a smuovere le coscienzea anche su questa problematica. E non vedremo la popolazione scatenarsi non solo contro riifuti e campi ROM, ma contro i camorristi e le loro case.

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