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il blog di Francesco Zanfardino
"Com'è ridicolo Vittorio Feltri"
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2008


                       

Quando ho letto questa notizia mi sembrava davvero incredibile. Mai avrei pensato che il giornalismo (si fa per dire) si potesse abbassare a simili livelli.

Quella che vedete in allegato (cliccateci su per vedere meglio) non è una prima pagina ritoccata, è proprio quella vera di "Libero", il quotidiano libero e indipendente (seh.....) diretto da Vittorio Feltri. Nella foto sbattuta in prima pagina c'è un uomo, un accompagnatore di Miuccia Prada, definita da Feltri "icona chic dei progressisti", che sale su un aereo salendo sulle spalle della sua guardia del corpo. Secondo Feltri, "la fotografia vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico) spiegando perfettamente cosa sia la Sinistra e perchè ha perso le elezioni". Nemmeno una mente delirante poteva associare le due cose. Inoltre, Feltri parlava di quel "poveraccio, un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi da una persona incurante dell'umiliazione che gli infligge". E così via.

Arriva la smentita di Patrizio Bertelli, patron di Prada, che parla di uno "scherzo tra vecchi amici". Cosa confermata da una lettera di precisazione degli stessi protagonisti del "misfatto", compreso il "poveraccio": "era un gioco tra uomini che scherzavano vantandosi della rispettiva forma fisica, tanto da mettersi l'uno, a fare le flessioni proprio ai piedi della scaletta e l'altro, ad appoggiargli il piede sulla schiena". D'altronde, si vede chiaro dalla foto che il "poveraccio" era in "assetto da flessione".

Voi direte: Feltri si sarà sicuramente scusato. E invece no. "Personalmente, non ho nulla da scusarmi con Miuccia Prada".

No, Feltri, non ha nulla da scusarsi. D'altronde, inventarsi una balla clamorosa, infangare delle persone chiamandole "disumane" e "nuovi negrieri", mettere in relazione queste cose con la sinistra e con una sconfitta alle elezioni, non sono cose di cui scusarsi.

Di fronte a questo scempio del giornalismo, viene da chiedersi se non ha ragione Beppe Grillo a volere elimanare il finanziamento pubblico ai giornali. Pensare che noi paghiamo più di 5 milioni di euro all'anno per finanziare questo giornale ridicolo.
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