.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Un Parlamento davvero nuovo, quasi normale
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008


                          

Il voto di ieri e l'altro ieri ci ha consegnato un nuovo Parlamento. Che si avvicina alla "normalità", ovvero ci avvicina agli altri Paesi europei. La coalizione di Berlusconi ha ottenuto infatti una solida maggioranza sia alla Camera (346 seggi su 612)  che al Senato (174 seggi su 322). Inoltre, in Parlamento ci saranno solo 6 partiti: PDL, Lega, MpA, Pd, Idv, Udc (più le varie sigle autonomiste). Infine, una tendenza al bipartitismo, con i due principali partiti intorno al 35% (PdL 37.4%, Pd 33,2%). Infine, una riduzione della estreme di ispirazione ideologica. Ma analizziamo bene i dati.

Innanzitutto, si nota uno "spostamento a destra" dell'elettorato. Complessivamente, l'area di centrodestra raggiunge il 55%, rispetto al 45% del centrosinistra. Spostamento dovuto principalmente al flop della Sinistra Arcobaleno e al grande successo della Lega.

La Sinistra Arcobaleno ha infatti ottenuto un misero 3,1%. Dalle prime analisi dei flussi, ma anche da semplici ragionamenti, si comprende come il 10% ereditato dal 2006 dalle forze costituenti la SA è andato per circa un terzo a Pd-Idv per la logica del "voto utile", un terzo è andato perduto nell'astensionismo e nel passaggio diretto alla Lega Nord (notevole il successo di quest'ultima a B.Arstizio), mentre il rimanente terzo ha votato Bertinotti. Le ragioni del tracollo della SA sono probabilmente dovute alla delusione delle forte aspettative con le quali era stato caricato quell'elettorato nel 2006, deluse dal Governo Prodi (alla faccia del tanto paventato spostamento a sinistra di quel governo). E da una classe dirigente vecchia e chiusa nelle proprie ideologie, cieca di fronte alle reali necessità del proprio elettorato, che infatti ha deciso di dimettersi in massa.

Anche il Partito Socialista è crollato. Risultato prevedibile, e segno del fallimento del soggetto unitario del PS. Boselli si è dimesso, e d'altronde era sua la scelta del suicidio, ovvero di non accettare l'accordo con il PD.

Il Partito Democratico si è affermato al 33,2%. Un risultato non catastrofico, si pensava ad un 34-35%. E comunque migliore dell'Ulivo nel 2006, soprattutto al Senato. C'è da sottolineare che comunque non ha "sfondato", non ha preso nell'elettorato l'idea dell'andare "soli", dell'innovazione nelle liste, eccetera. Insomma, benino ma poteva andare meglio.

L'Italia dei Valori può ritenersi contenta. Non vince Veltroni, ma raddoppia il suo consenso, arrivando al 4,4%. Probabile effetto del paladino dell'anti-politica "impegnata", ovvero Di Pietro.

L'Unione di Centro può ritenersi soddisfatta. Ha tenuto (5,6%) di fronte al terremoto di queste elezioni, ottenendo una trentina di deputati e qualche senatore.

Il Popolo delle Libertà è il primo partito (insomma, partito in divenire) con il 37,4%. Non un enorme successo, a dire la verità, in quanto conferma la somma FI-AN del 2006.

La Lega Nord è la vera vincente di queste elezioni. Ha più che raddoppiato i consensi rispetto al 2006 (e allora si presentò anche assieme all'MPA), raggiungendo percentuali superiori al 20% in Lombardia e Veneto. Probabile effetto della campagna leghista contro i "capri espiatori" immigrati.

Il Movimento per l'Autonomia ottiene un discreto risultato, ovvero l'1,1%. Ovviamente concentrato in Sicilia, dove ottiene gli unici senatori, grazie all'effetto Lombardo e al recupero dei voti UDC.

La Destra è andata discretamente, ottenendo il risultato che tutti si aspettavano, ovvero il 2,4%. Non male, ma non vanno in Parlamento.

Tra gli altri, discreti risultati delle liste ultra-comuniste (PCL 0,6% SC 0,5%) e flop della lista antiabortista di Ferrara (0,4%).

Un nuovo Parlamento, dunque. Che secondo alcuni studi dovrebbe consentire circa 26 milioni di euro di risparmi, grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Dovremmo ringraziare qualcuno....
Intanto ci sono in numeri per una stagione riformista. Berlusconi non avrà scuse.
Sfoglia marzo        maggio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca