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il blog di Francesco Zanfardino
Perchè votare
post pubblicato in Diario, il 12 aprile 2008


                           

Ecco la mia "lettera" al popolo degli astenuti-scheda bianca-scheda nulla.

Caro astensionista,
ti scrivo a proposito del voto del 13 e 14 Aprile. Sappi innanzitutto che comprendo il tuo stato d'animo. La qualità della politica italiana, complessivamente, non è granchè. Ma chiunque si voti, l'importante e andare a votare. Tu mi risponderai: no, mi sono stancato, i politici sono tutti uguali, i partiti sono tutti uguali, la politica è una Casta, non ci sono le preferenze, eccetera eccetera. Analizziamo uno ad uno questi problemi.
Innanzitutto, non è vero che i politici sono tutti uguali. Dicendo così stai mettendo sullo stesso piano Bertinotti e la Santanchè, Di Pietro e Berlusconi, Veltroni e Calderoli, Casini e Boselli, la Bonino e Giovanardi, eccetera eccetera. E non è vero nemmeno che i partiti sono tutti uguali. Esistono differenze sia nei programmi (tra chi vuole il Ponte sullo Stretto e chi no, tra chi vuole ridurre le aliquote massime e chi quelle minime, tra chi vuole il matrimonio gay e chi i Cus e chi niente, tra chi vuole l'abolizione dell'aborto e chi no, tra chi vuole investire sul nucleare e chi no, tra chi vuole le liberalizzazioni e chi no, eccetera eccetera) sia nelle azioni di governo passate sia nel modo di comportarsi in questa campagna elettorale. Dunque, a seconda delle tue opinioni, ci deve per forza essere il "migliore" o comunque, come direbbe Montanelli, il "meno peggio".
Poi, la politica non è (interamente) una Casta. C'è chi lotta per la riduzione dei privilegi e chi no. C'è chi fa seriamente e con passione il proprio lavoro e chi no. Ma anche se la politica fosse tutta una Casta, cosa pensi se ne freghi della tua astensione? Assolutamente niente. Anzi, ne sarebbe contenta, perchè si è levata un possibile fastidio da torno. Invece, tu con il tuo voto puoi contribuire a premiare le persone di cui sopra. E comunque, nel peggiore dei casi, il "meno peggio".
Infine, anche se non ci sono le preferenze (e su questo in buona parte condivido la tua amarezza), dovremmo forse per questo privarci anche del diritto di scegliere il partito e il candidato premier?
Spero di averti convinto. Come ricorda la Costituzione, votare è un diritto e un dovere civico. Un diritto-dovere che tanti si sono battuti e morti per ottenerlo. Un diritto-dovere che in molti Paesi non esiste, e sono quei Paesi in cui si vive peggio.
Ti lascio con un passo di una famosa canzone di Giorgio Gaber:

Libertà non è star sopra un albero,
non è neanche non avere un'opinione,
la libertà non è avere uno spazio libero,
LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE.

                                                                             Sentitamente tuo, Frank17Afragola
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