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il blog di Francesco Zanfardino
Come diceva Gaber, "Libertà è partecipazione"
post pubblicato in Diario, il 21 marzo 2008


                       

Ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Santiago del Cile dov'era in visita di Stato, ha ricordato a tutti una cosa fondamentale: ovvero, che "il voto non è mai inutile". Affermazione che si riferisce a due atteggiamenti negativi che purtroppo dominano questa campagna elettorale: ovvero quello del considerare "voto utile" solo quello dato ai maggiori partiti e quello del considerare qualsiasi voto inutile, tanto i candidati "sono tutti uguali".
Anche questo blog sostiene le parole di Napolitano. Ecco perchè.

Quella del "voto utile" è una offesa alla dignità dei cittadini. Ognuno deve votare secondo la propria coscienza: non bisogna votare un partito solo perchè può vincere, chiudendo un occhio su un programma che si ritiene lontano da sè, rinunciando ad un altro partito che invece, pur rispecchiando le proprie idee, non può vincere. Altro discorso è, invece, quello di votare un partito non solo perchè può vincere, ma anche perchè il suo programma e le sue idee sono perlomeno vicine alle proprie. E comunque, in qualsiasi caso, nessuno si può arrogare il diritto di ritenere "inutile", "dannoso" o "pericoloso" il voto dato ai "partiti minori", come spesso è capitato di dire ad esponenti del PDL (silenzio invece dal PD, ma nemmeno dichiarazioni contro le parole del PDL).

Passando invece alla questione dell'utilità o meno dell'andare a votare, questo blog fino al 14 Aprile (e finchè sarà necessario) si batterà contro l'astensionismo. Affinchè non prevalga la linea di chi, come Beppe Grillo, invita tutti al "non voto utile", ovvero alla rinuncia al voto. Non esiste nessuna motivazione valida a favore dell'astensionismo.
Infatti, anche se la legge elettorale attuale non permette le preferenze (e d'altronde in tutta Europa al massimo si concede l'uninominale), ciò non vuol dire che bisogna rinunciare anche alla possibilità di scegliere il partito e il candidato premier. E poi si poteva e si può benissimo promuovere un referendum per la reintroduzione delle preferenze, invece di rinunciare a votare.
Ma la motivazione che più spesso vuole giustificare l'astensionismo è quella del "che voto a fare, tanto sono tutti uguali, destra e sinistra, non cambierà mai niente". Assolutamente falso: questo è qualunquismo puro. Innanzitutto perchè non è vero che sono tutti uguali: oltre ad esserci differenze nei programmi, ci sono differenze anche nelle loro azioni di governo. Inoltre, anche se si accetta per vero che alla fine votando non cambia niente, quale sarebbe la soluzione? Non votare proprio? Sbagliato: è l'astensione a non far cambiare niente. Se i partiti sono così attaccati ai propri privilegi di "casta", cosa vuoi che se ne freghino del fatto che tu non voti? L'unica cosa che contano sono i voti ricevuti, in rapporto a quelli ricevuti dagli altri: i non-voti non contano nulla nelle dinamiche elettorali. Invece, il voto, anche se millimetricamente, contribuisce alla vittoria o meno di una certa politica nei confronti di un altra. Per questo bisogna votare, perlomeno il "meno peggio": e non ditemi che Popolo delle Libertà, Partito Democratico, Italia dei Valori, Lega Nord, Movimento per l'Autonomia, Unione di Centro, Sinistra Arcobaleno, Socialisti, La Destra, Consumatori, Liberali, Sinistra Critica, Forza Nuova, ...... sono tutti uguali. E che nessuno rispecchia la propria visione politica.

Insomma, che si voti PD o PDL o che si voti Socialisti o La Destra, l'importante è votare. Anche perchè, come diceva Giorgio Gaber in una sua famosa canzone:

Libertà non è star sopra un albero,
non è neanche non avere un'opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
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