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il blog di Francesco Zanfardino
"Basta processi mediatici". Ok, ma tutti
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2008


                     

Oggi Corrado Calabrò, garante per le telecomunicazioni, ha detto basta ai "processi mediatici"
. "In TV - ha dichiarato Calabrò - il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L'informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subjudice. Questo non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l'informazione non può diventare gogna mediatica nè spettacolarizzazione ispirata più all'amore per l'audience che all'amore per la verità".

Bene. Sottoscrivo. Anche se sarebbe bene che, per una buona volta, non si intervenisse solo quando sono in gioco i politici. Perchè le parole di Calabrò non sono casuali e non avvengono in un momento qualsiasi: esse si riferiscono, infatti, al programma "AnnoZero" di Santoro (sotto accusa sono tre puntate, quelle dedicate al caso "De Magistris", al caso "Berlusconi-Saccà" e al caso "riforma Gentiloni"). E vengono il giorno dopo della puntata, sempre di AnnoZero, dedicata a Cuffaro (che non era presente, anche se invitato, e comunque in presenza di alleati politici).
Ora, si può anche essere d'accordo sul fatto che quelli di Santoro siano "processi mediatici". Ma perchè ci si muove sempre quando si tocca la sensibilità dei politici, e mai quando sono in gioco le comuni persone? Perchè si permette ai telegiornali o a conduttori come Vespa e Mentana di "deliziarci" per almeno il 50% dei loro spazi con "caso Cogne", "caso Erba", "caso Meredith", eccetera? Non sono anche questi "processi mediatici"?

Certo che lo sono. Ma i comuni cittadini non sono presenti nel consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni. Nell'AGCOM, invece, i politici ci sono, eccome.
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