.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Perchè è necessario cambiare la legge elettorale
post pubblicato in Diario, il 29 gennaio 2008


                        

Dopo la caduta del governo Prodi, il dibattito politico si sta infiammando sull'opportunità o meno delle elezioni immediate, ovvero sulla necessità o meno di una nuova legge elettorale prima di andare al voto. Il centrodestra vuole andare subito alle elezioni, compreso l'UDC (poichè accetterebbe solo se il "governo istituzionale" fosse appoggiato anche da Forza Italia). Convinto di vincere con il 55-56% dei voti, Berlusconi dichiara che non è necessaria una nuova legge elettorale per governare stabilmente.

Beh, innanzitutto, per quanto sia stato impopolare questo governo, diffiderei di simili cifre, tratte dai sondaggi. Nel 2006, a Gennaio il centrosinistra era dato con un vantaggio del 10%, annullatosi poi nelle urne.
Persino gli exit-poll assegnavano all'Unione il 50-54% dei voti!

Comunque, il problema non è il voto ottenuto, ma come questo è distribuito fra le regioni. Infatti, con il "Porcellum", mentre alla Camera il premio di maggioranza è dato a chi vince a livello nazionale, al Senato il premio di maggioranza è distribuito su base regionale. Ovvero, per ogni regione è fissato un tot di seggi, il 55% dei quali viene assegnato alla coalizione vincente in quella regione (a meno che questa non abbia più del 55% in quella regione, nel qual caso i seggi si distribuiscono proporzionalmente).
E, anche se il centrodestra dovesse vincere con un ampio margine, tutto dipenderà da come sarà distribuito il voto fra le regioni. Facciamo un pò di calcoli.
Ecco i voti e i seggi ottenuti in ogni regione al Senato dai due schieramenti alle ultime elezioni. Val d'Aosta (1 seggio), Trentino (7) ed Estero (6) hanno leggi diverse: comunque, alle ultime elezioni il Csx ottenne il seggio valdostano, 5 contro 2 in Trentino, 4 contro 1 all'Estero (più un indipendente, Pallaro).

Centrosinistra

Centrodestra

Piemonte (22)

49,50%

9

50,50%

13

Liguria (8)

53,30%

5

46,70%

3

Lombardia (47)

42,60%

20

56,90%

27

Veneto (24)

39,50%

10

57,10%

14

Friuli V.G. (7)

44,40%

3

54,80%

4

Emilia Romagna (21)

59,40%

12

40,60%

9

Toscana (18)

61,30%

11

38,70%

7

Umbria (7)

57,20%

4

42,80%

3

Marche (8)

54,40%

5

45,60%

3

Lazio (27)

49,10%

12

50,20%

15

Abruzzo (7)

53,20%

4

46,80%

3

Molise (2)

50,50%

1

49,50%

1

Campania (30)

49,60%

17

49,10%

13

Puglia (21)

47,90%

9

51,90%

12

Basilicata (7)

60,40%

4

39,10%

3

Calabria (10)

56,80%

6

42,60%

4

Sicilia (26)

40,50%

11

57,80%

15

Sardegna (9)

50,90%

5

45,30%

4

301 seggi

148

153

Lo scenario è che il centrodestra vince, e guadagna voti in tutte le regioni. Ma vediamo le regioni.

Molise: Non può cambiare niente, perchè sono due i seggi da assegnare, quindi sempre 1 al Csx e 1 al Cdx.
Piemonte, Friuli, Lazio, Puglia: in queste regioni, già vinte dal Cdx alle ultime elezioni, non cambierà niente, a meno che non vada rispettivamente oltre il 61.3% (era al 50.5%), 64.2% (54.8%), 57.4% (50.2%), 59,5% (51.9%).
Emilia Romagna, Umbria, Marche, Basilicata, Calabria: in queste regioni, vinte dal Csx alle ultime elezioni, non cambierà nulla, a meno che il Cdx riesca a ribaltare i risultati del Csx, rispettivamente del 59.4%, 57.2%, 54.4%, 60.4%, 56.8%.

Lombardia, Veneto, Sicilia: anche queste regioni furono vinte dal Cdx alle ultime elezioni, ma cambierà qualcosa (1 seggio in più) se il Cdx saprà andare rispettivamente oltre il 58.6% (56.9%), 60.4% (57.10%), 59,6% (57.8%). In Lombardia ne prenderebbe due in più, se andasse oltre il 60.7%.
Toscana: qui vinse ampiamente il Csx (61.3%), ma se il Cdx riuscirà a farlo scendere sotto il 58.3%, guadagnerà 1 seggio.
Liguria, Abruzzo, Campania, Sardegna: se il Cdx riuscirà a ribaltare i risultati del Csx delle ultime politiche, rispettivamente del 53.3%, 53.2%, 49.6% e 50.9% (ma Cdx ebbe il 45.3%), il Cdx guadegnerebbe 1 seggio in Abruzzo e Sardegna, due in Liguria e quattro in Campania.


Scenario minimo: vittoria in Campania (+4), Lombardia oltre il 58.6% (+1), 2 seggi all'estero (+1) e 3 seggi in Trentino (+1). Per un totale di 163 senatori contro i 152 dell'opposizione (ovvero 6 senatori di maggioranza).
Scenario massimo: vittoria in Campania (+4), Liguria (+2), Abruzzo (+1), Sardegna (+1), Lombardia oltre il 60.7% (+2), Veneto oltre il 60.4% (+1), Sicilia oltre il 59.6% (+1), 2 seggi all'estero (+1), 3 seggi in Trentino (+1), Csx in Toscana sotto il 58.3% (+1). Per un totale di 171 senatori contro i 144 dell'opposizione (ovvero 14 senatori di maggioranza).

Insomma, come si vede, anche in uno scenario largamente favorevole al centrodestra (e difficilmente concretizzabile per intero), basterebbero 14 senatori a far cadere il Governo. E ne basterebbero 6, se il centrosinistra riuscirà a recuperare bene, arrivando al 48-49% tenendo duro in Liguria, Abruzzo e Sardegna. E certo il centrodestra non sarà dissimile dal centrosinistra in fatto di contrasti interni, soprattutto se si presenterà con una "armata brancaleone 2", che inglobi Mastella, Dini, Lombardo, Rotondi, Casini, Berlusconi, Bossi, Fini, Storace. Soprattutto in materia di legge elettorale, visto che il referendum verrebbe spostato a primavera 2009.

Per questo motivo la legge elettorale andrebbe cambiata. Negli interessi dello stesso Berlusconi, dato che comunque si andrebbe ad elezioni a giugno (altrimenti, potrebbe benissimo farlo cadere il "governo istituzionale" togliendogli l'appoggio). Soprattutto se è così sicuro di vincere con un largo margine, che paura ha?
E poi, se permettete, sarebbe uno schifo andare alle elezioni con una legge che fino a poco tempo fa tutti volevano cambiare perchè inadeguata, e definita dal suo stesso autore (Calderoli, Lega Nord) come una "porcata".

Sfoglia dicembre        febbraio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca