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il blog di Francesco Zanfardino
Ridateci le preferenze!
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2008


                            

E' ormai è un bel pò che si discute di riforma del sistema elettorale
. Recente la "sparata" di Franceschini (vice del PD) sul sistema francese, ovvero un sistema a doppio turno: dico "sparata" non perchè c'è l'elezione diretta del premier, ma perchè secondo me è impensabile passare da un sistema estremamente proporzionale come quello attuale (dove anche partitini con l'1-2% sono rappresentati, e anche abbastanza bene) ad uno estremamente maggioritario come quello francese (dove un partito con il 40% dei voti ottiene il 54% dei seggi, mentre uno con il 7% ottiene lo 0,5% dei seggi). Un'assurdità come il Referendum. Comunque è ovvio che una proposta del genere non verrà mai accettata, e infatti Franceschini è l'unico che è d'accordo.

Comunque, il 16 Gennaio ci sarà il pronunciamento della Corte Costituzionale sull'ammissibilità del Referendum, e se sarà ammesso (cosa non scontata, comunque), rimarrà ben poco tempo per fare la nuova legge elettorale in Parlamento. Massimo 2 mesi. Non so come faranno, date le premesse.

Comunque, al di là delle discussioni sul tipo di sistema (francese, spagnolo, tedesco e mix vari), ovvero come i partiti dovranno "spartirsi la torta", mi sembra che un tema fondamentale sulla questione sia stato dimenticato. O, perlomeno, mi auguro che sia dato per scontato, ma non penso sia così. E' quello delle preferenze. Reintrodurre le preferenze risolverebbe un bel pò di problemi.
Certo, non dico che se sceglieranno i cittadini al Parlamento ci andrà solo chi merita. Però penso che almeno gente come Pomicino, Previti, De Mita non ci andrà più: non penso ci siano tanti Italiani così folli da votare gente che è collusa con mafia/camorra o gente che in Parlamento ci sta da una vita senza fare granchè.
Poi, con le preferenze si instaurerebbe un rapporto più diretto fra eletti ed elettori. Questa, a dire la verità, potrebbe essere un'arma a doppio taglio (ma basterebbe non inserire i collegi e usare le circoscrizioni, in modo da non rendere troppo forte questo legame).
Poi, introducendo le preferenze sarà più difficile fare i cosiddetti "cartelli elettorali" (già, perchè nel parlare di sbarramenti tipo 5%, si dimentica che i "partitini" si potrebbero comunque organizzare in "cartelli" per superarli): infatti, se, ad esempio, Verdi e PdCI, con le liste bloccate si potevano mettere insieme per superare lo sbarramento ("5 deputati a me e 5 a te"), con le preferenze niente sarebbe più sicuro.

Insomma, ridateci le preferenze. Forse sarebbe l'unica cosa positiva di questo estenuante dibattito.
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