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il blog di Francesco Zanfardino
Boomerang Berlusconiano e/o Bowling Veltroniano?
post pubblicato in Diario, il 20 novembre 2007


                                        

Non passa giorno che Berlusconi non si veda attaccato dai suoi principali alleati
. Anche oggi Fini ha sparato a zero sul Cavaliere, affermando che la creazione del Popolo delle Libertà è solo un "colpo di teatro", che l'idea di dialogo di Berlusconi, basato solo sulla riforma elettorale e poi il voto, è "campata per aria" (poichè è necessario dialogare anche sulle altre proposte del PD), e che il ritorno al centrismo è una idiozia ("andrebbe bene anche il proporzionale, ma solo se salvaguarda il bipolarismo"). E questo non è niente. Poco fa Fini ha dichiarato ad alcuni deputati di Forza Italia (o PdL?): "La favola della Cdl è finita, Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio improvvisamente idea e posizione...", "Si ricordi che se vuole fare il presidente del Consiglio deve fare i conti con me e poi io ho vent'anni di meno... Mica si crede di essere eterno".

E questo dopo quasi una settimana rovente per il centrodestra, nella quale Fini e Casini hanno attaccato durissimamente Berlusconi, addirittura Bossi ha avuto qualcosa da ridire (anche se il Cavaliere ha ricevuto l'appoggio dei partitini, tipo la Dc di Rotondi e La Destra di Storace, ma probabilmente solo perchè hanno bisogno di entrare nel partito unico per sopravvivere). Una settimana cominciata giovedì scorso, dopo il voto del Senato sulla Finanziaria, quando il Governo è riuscito, senza fiducia e senza contributo decisivo dei senatori a vita, a respingere la super-spallata, l'ennesimo tentativo del Cavaliere di far cadere l'esecutivo ("10 senatori passeranno con noi, 1 senatore campano di peso della ex-Margherita è già con noi"). Un tentativo che si è trasformato in un boomerang, una "auto-spallata": sia Fini che Casini che Bossi hanno chiesto all'ex-premier un deciso cambiamento di rotta nella strategia del centrodestra. Abbandonare la demagogia della spallata, insomma, e pensare al dialogo sulle riforme, quelle essenziali per il paese che Veltroni, a nome del Governo, vuole accordare con l'opposizione.
 
E Berlusconi, allora, dopo le roventi critiche, ha cercato di rispondere a queste richieste, dando una rinfrescata alle pareti di Forza Italia, cambiandone la denominazione, e cambiando anche il suo atteggiamento sul dialogo, accogliendo addirittura la proposta Veltroniana sulla legge elettorale (proporzionale puro con sbarramenti). Il problema è che ha voluto esagerare: credendo che la proposta Veltroniana mirasse alla fine del bipolarismo (e forse è così, ma Veltroni ha più volte dichiarare che serve un nuovo bipolarismo, non la sua fine), ha dichiarato che il bipolarismo è morto, non serve più al Paese. In poche parole, ha dichiarato di poter fare a meno di Fini, Casini e Bossi (quando poi anche senza uno di loro, non potrebbe farcela). Apriti cielo. Fini, temendo la svolta centrista, ha continuato a scagliarsi sul premier. Casini, che non ha da temere la svolta centrista, si è comunque smarcato dal partito di Berlusconi, così come Bossi ("non siamo interessati al nuovo progetto").

Ora, viene quasi da chiedersi se la proposta di Veltroni non foss'altro che un'escamotage per distruggere l'unità della CdL, un bowling immaginario dove la palla (la proposta proporzionale), dopo aver sparpagliato i birilli (Fini, Casini, Berlusconi, Bossi), sparisce nel vuoto.
Ovviamente è un'ipotesi. Perchè, a questo punto, anche quello di Berlusconi potrebbe essere una furbata per spaventare Fini, reo di aver intaccato la sua leadership.

A questo punto dobbiamo solo aspettare...sperando non muoia il bipolarismo.

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