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il blog di Francesco Zanfardino
Salviamo il bipolarismo!
post pubblicato in Diario, il 19 novembre 2007


                                 

Oggi nasce ufficialmente il "nuovo" partito di Berlusconi
. Lo ha presentato l'ex-premier in una conferenza stampa a Roma. Il simbolo richiama quello dei Circoli delle Libertà della Brambilla, ma il nome è ancora in dubbio: Partito delle Libertà o Popolo delle Libertà? Ai berluscones l'ardua sentenza (almeno possiamo chiamarlo PdL...). Berlusconi ha ripetuto le parole di ieri ("il partito che metterà via i parrucconi", "il partito del popolo", "il partito nuovo che nasce dal basso"). Il mio giudizio su queste parole è affidato al post precedente: non è cambiato molta la scena da ieri.

Ciò che risulta evidente è che, almeno nella forma, l'intenzione di Berlusconi è di "aggiornare" il centrodestra alla novità del Partito Democratico. Ora, bisognerà vedere se questo cambiamento avverrà nella sostanza. Ma la cosa nuova rispetto a ieri è la condanna berlusconiana del bipolarismo, di poco successiva alla proposta in senso proporzionale di Veltroni sul sistema elettorale. Infatti, Berlusconi ha dichiarato: <<Oggi, in Italia, con queste forze politiche, con queste individualità, non è più possibile il bipolarismo>> <<Sono per una legge proporzionale senza premi di maggioranza e con sbarramenti>>.

Quindi, seppur con sfumature diverse, Veltroni, Casini e Berlusconi sono d'accordo nel porre fine al bipolarismo. Con Veltroni un pò meno determinato su questo punto, in quanto deve salvaguardare l'unità del Governo. E' questo lo scenario futuro? Speriamo di no. La storia ci ha insegnato che i governi centristi hanno fatto il male del paese (forse esagero, ma non troppo), elevando il livello del debito pubblico a livelli incredibili (e il debito pubblico, oltre a scoraggiare investimenti dall'estero, causa miliardi di euro persi dallo Stato ogni anno, soldi che potrebbero essere invece investiti). Questo perchè un governo centrista che nasce da un sistema proporzionale nasce necessariamente dopo le elezioni, e quindi per una precisa volontà dei partiti di mettersi insieme per la spartenza del potere: una simile coalizione non ha poi così bisogno del consenso degli elettori, poichè tanto dopo si mettono d'accordo, e quindi possono permettersi di fare le migliori malefatte (l'incremento del debito pubblico e Tangentopoli ne sono l'emblema).

Dopo Tangentopoli, qualcuno potrebbe obiettare che non è cambiato molto. La politica è sempre una questione clientelare e di spartizione di soldi. Questo è vero, ma certamente in minor misura rispetto al passato. Negli ultimi anni si è assistiti ad un dibattito importante sul debito pubblico (tant'è vero che il governo attuale l'ha messo al primo posto nel suo programma) e comunque una maggiore attenzione agli scandali politici-economici (e non abbiamo assistito, ancora, ad una nuova Tangentopoli). Ma, soprattutto, dopo Tangentopoli abbiamo fatto una conquista fondamentale: il bipolarismo e quindi la necessità di stabilire le alleanze prima del voto, e quindi un maggiore rapporto eletto/elettore. I governi ora nascono dalla volontà popolare, non dai giochi di potere.

Per questo motivo, simpatizzanti Unione o CdL, teniamoci il bipolarismo. Magari miglioramolo, eliminando o almeno limitando i suoi difetti. Ma fermiamo la deriva centrista. Salviamo il diritto di scegliere i nostri governanti.

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