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il blog di Francesco Zanfardino
L'ennesima barzelletta del Cavaliere
post pubblicato in Diario, il 7 novembre 2007


                                       

Come tutti sapranno, ieri mattina è morto all'età di 87 anni Enzo Biagi, uno dei più importanti giornalisti italiani, da più parte riconosciuto come voce di libertà e sopratutto di verità. Lo stesso Biagi diceva di aver commesso degli errori, ma sempre in buonafede: perchè la sua massima di vita era "non dire mai bugie". E questa sua scomoda visione di vita ha sempre provocato l'ira di molti politici: già nel 1963 fu costretto a dimettersi da direttore del TG1 dall'allora governo di "centrosinistra" (cioè l'allenza DC-PSI). Poi, nel 2002, il famoso "editto bulgaro".

Il 18 Aprile del 2002, l'allora premier Silvio Berlusconi, durante una visita diplomatica in Bulgaria, fa una dichiarazione alla stampa, in cui afferma: "L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga". Questo "uso criminoso" si riferisce, nel caso di Biagi, alla trasmissione "Il Fatto", in cui l'ex premier ravvisò motivi di disturbo alla sua campagna elettorale, ai tempi delle politiche del 2001. La nuova dirigenza di cui si parla è il nuovo consiglio di amministrazione della Rai, al cui capo era stato posto Fabrizio Del Noce, che da bravo ex deputato di Forza Italia, provvede subito all'espulsione di Biagi, Santoro e Luttazzi dalla Rai. Nel caso di Biagi, giustifica questa sua azione con un calo di share del "Fatto" (quanto poi nel 2002 si era registrato un aumento di share rispetto all'anno prima dal 26% al 27%).

E oggi? Dopo la morte di Biagi, pressato dalle domande dei giornalisti, Berlusconi dichiara di non aver mai fatto "nessun editto bulgaro". Ora, si capisce che non avrebbe mai potuto affermare il contrario. Però, che almeno si stia zitto. E' vero, una barzelletta in più, una in meno non cambia. Però, in un momento come questo, un pò di serietà non guasterebbe.
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